Gli studenti del liceo di Partinico partecipano anche quest’anno alla Stagione delle Rappresentazioni Classiche dell’INDA al Teatro Greco di Siracusa, che in questa 61ª edizione si intitola “Sconfinamenti”. Il termine sottolinea il limite tra vita e morte, tra legge dello Stato e coscienza, tra potere umano e ὕβρις (hybris), attraverso i modelli tragici di Antigone e di Alcesti, due donne vere perché non temono la morte.
Per 21 classi (le seconde di tutti gli indirizzi e tutte le classi dell’indirizzo classico) divise in due grandi gruppi, la formazione non finisce in aula, ma nella capitale del dramma antico. L’esperienza dei nostri studenti si avvicina così, per molti aspetti, a quello che facevano gli Ateniesi nel V secolo a.C.. Attraverso il teatro i nostri ragazzi possono confrontarsi e discutere su chi aveva ragione tra Creonte e Antigone, tra Alcesti e Admeto, proprio come faceva il pubblico ateniese e come accade nella quotidianità a chi sa porsi interrogativi essenziali. Questo significa esercitarsi a vivere in modo consapevole e responsabile.
Quali sono gli spunti di riflessione per i nostri studenti, posti dalle tragedie messe in scena quest’anno? Cosa insegnano “Antigone” di Sofocle (regia di Robert Carsen, traduzione di Francesco Morosi) e “Alcesti” di Euripide (regia di Filippo dini, traduzione di Elena Fabbro)? Alle parole di Antigone, che dice di essere nata per condividere amore e non odio, si può rispondere in modo scontateo? Antigone è un’eroina o un’irresponsabile? Creonte è un tiranno o un politico costretto a fare scelte dure? Perché il coro all’inizio appoggia Creonte e alla fine piange Antigone. Ma un dato è innegabile: vincere può significare restare soli, come Creonte che ha vinto ma ha perso tutto. Altre domande pone la tragedia “Alcesti”: è giusto che uno muoia per l’altro? Fino a che punto l’amore è sacrificio? Può diventare ricatto? Perché il tragediografo Euripide fa tornare in vita Alcesti muta?
Come sempre, o quest’anno ancora di più, il teatro greco mette gli studenti di fronte alla responsabilità di compiere delle scelte e chiede da che parte stare.
Ma per i nostri liceali il viaggio a Siracusa fa vivere anche momenti emozionanti e di socializzazione, tra arte e cultura ad Ortigia con la Fonte Aretusa, il Duomo costruito sul tempio di Atena, il Castello Maniace, il Palazzo Veneziano, il Quartiere Ebraico, la Chiesa di S.Lucia alla Badia, Palazzo Bellomo, il Museo Archeologico Paolo Orsi e il Santuario della Madonna delle lacrime, il Santuario di Santa Lucia al Sepolcro con il dipinto del “Seppellimento di Santa Lucia” di Caravaggio, Neapolis con il teatro greco. Inoltre la visita guidata a Noto, città barocca con radici greche.
Si ringraziano tutti i docenti che hanno preparato e che accompagnano gli studenti per fruire consapevolmente di questa esperienza, la Commissione viaggi e il DSGA. Un grazie particolare alla Dirigente Scolastica prof.ssa Lucia La Fata, che si adopera con autorevolezza, lungimiranza e sensibilità per le esigenze formative e umane di tutti i liceali.
Foto proprie e delle fotografe Maria Pia Ballarino e Franca Centaro.

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