Medicina Narrativa e Lettura ad Alta Voce condivisa come terapia per gli studenti del Liceo di Partinico aderenti ai progetti FSL “Terapie alternative per il benessere psicofisico” e “Raccontare e raccontarsi”
L’incontro si è aperto con la presentazione del tema: la scrittura terapeutica, un approccio che utilizza la scrittura come strumento di cura e di crescita personale. I fondamenti teorici sono stati tratti dai due principali precursori di questo approccio: Jerome Bruner, che definisce la narrazione come strumento fondamentale per comprendere ed esprimere la propria esperienza umana; James Pennebaker, che dimostra scientificamente il potere benefico della scrittura delle proprie fragilità sulla salute fisica e psichica.
La prof.ssa D’Angelo ha fornito agli studenti gli stimoli per procedere con un laboratorio di scrittura: una pagina di diario, un breve racconto, una lettera, una poesia, un disegno , una frase o anche solo una parola su ricordi lieti o tristi, paure, desideri, speranze e sogni. Gli scritti sono stati contrassegnati da simboli grafici, per garantire l’anonimato nel momento in cui i testi sono stati letti ad alta voce dagli scriventi, pescando a caso dal cesto in cui sono stati raccolti, per riempie di nuovi significati la propria riflessione ascoltandola da una voce esterna . Dopo aver fatto esperienza della scrittura terapeutica come “terapia coadiuvante”, che può essere utilizzata accanto a trattamenti farmacologici per aiutare a gestire lo stress, l’ansia e altre difficoltà emotive, sono state lette ad alta voce pagine correlate alle tematiche emerse e tratte dal libro di Kathuscia Intravaia, ospite dell’incontro.
Gli studenti hanno avuto la possibilità di capire come lo scopo della scrittura terapeutica vada oltre l’ambito sanitario, poiché aiuta a riconnettersi con se stessi, elaborare le emozioni, sciogliere nodi e difficoltà, dare parola alle proprie sofferenze, ricucire le relazioni affettive con maggior equilibrio. È stato mostrato come la scrittura terapeutica possa essere uno strumento efficace per migliorare la salute emotiva e relazionale.
Alla fine dell’incontro, sono stati suggeriti cinque esercizi di scrittura terapeutica:
1. Metodo del diario intensivo
2. Diario delle cose positive
3. Scrittura “di getto” senza regole o disegno libero per mettere ordine alle idee
4. Lettera indirizzata al protagonista del nostro disagio (non necessariamente da spedire)
5. Progettazione di sogni, obiettivi e desideri, in un una lettera scritta verso se stessi in un momento in cui siamo particolarmente felici (esercizio dell’avvocato dell’angelo).
Da testimone della scrittura come terapia e autrice di un romanzo autobiografico, Kathuscia Intravaia ha parlato del suo diario intimo, che ripercorre le tappe fondamentali che hanno portato una bambina a diventare donna, in equilibrio precario tra l’amore e il dolore per Partinico. Le vicende della sua formazione sono narrate nel libro “ Il bicchiere mezzo pieno” con voce sincera, autentica, senza coloriture estreme, ma con un linguaggio moderato e formale, senza mai essere spersonalizzante, vicino al parlato quando è necessario per restituire la voce di quella Partinico dolente in cui ha vissuto esperienze non sempre felici. I vari personaggi entrano nella narrazione con un peso proporzionato a quanto hanno contribuito all’esperienza di vita e di lavoro di Kathuscia, lasciando comunque lei come protagonista indiscussa dell’autobiografia. La scrittura è fondamentalmente per l’autrice, che ricorre alla “medicina narrativa”, una via per l’autoconsapevolezza di sé, una terapia per affrontare e superare gli ostacoli senza lasciarsene travolgere, ma restandone responsabilmente segnata. Significativamente questo si esprime nel tatuaggio con cui riporta la presenza delle figure che più di ogni altra sono state al centro della sua vita: i nomi della madre e del padre, che le hanno dato una vita da vivere in viaggio verso se stessa.
Le classi coinvolte sono state 3N-3Q-4E-4M-4P, accompagnate dalla tutor progetto e tutor classe prof.ssa Enza Maria D’Angelo insieme ai tutor classe proff. Rosa Linda Garofalo, Gioel Caronna, Carmelo Migliore, Micol Caronna.
Tre regole fondamentali, suggerite da Gianni Rodari, sono rimaste alla fine dell’incontro:
1. Allenarsi, perché “L’allenamento è tutto”
2. Avere un luogo di scrittura (dove scrivere)
3. Scegliere quando scrivere

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