l primo giorno di scuola ha un fascino tutto suo: ha il sapore degli inizi, di ciò che è nuovo eppur conosciuto perché ogni anno è un nuovo inizio. Ma non per tutti è lo stesso. Non lo è per gli studenti del primo anno che iniziano un nuovo ciclo di studi. Non lo è per gli studenti del quinto anno che concludono lo stesso ciclo di studi, per i quali è l’ultimo “primo” giorno di scuola. E quest’anno, il primo giorno di scuola, sono state due studentesse del quinto anno, Gaia Fiore (VR) e Azzurra Cannizzo (VD), allieve del laboratorio teatrale d’istituto, ad accogliere i nuovi arrivati al liceo “Felica e Peppino Impastato”. Una delle due, nei panni di un aedo, ha raccontato loro il mito delle dodici fatiche di Eracle; ad ogni fatica, l’altra studentessa di quinta ha replicato descrivendo una delle paure con cui ogni quattordicenne arriva nel nuovo mondo della scuola superiore. Le ragazze, guardando i nuovi liceali negli occhi, hanno confessato come nel tempo uguali siano le paure ma hanno rassicurato i nuovi compagni che non saranno soli in questo nuovo percorso, perché incontreranno nei professori solide guide e nei compagni di classe fratelli di avventura, loro stesse si sono messe a disposizione per sostenerli, ma non hanno omesso come ogni avventura, anche quella liceale, comporti fatica, la stessa fatica che è necessario affrontare per scalare una montagna, con la certezza che ne varrà la pena per la bellezza del panorama di cui si godrà una volta in vetta. Quindi Gaia e Azzurra hanno augurato buon anno scolastico e buon cammino a loro stesse e ai nuovi studenti del liceo “Felicia e Peppino Impastato”. Ma l’accoglienza non si è esaurita con questo primo momento, gli studenti, accompagnati dai docenti della prima ora hanno cominciato ad esplorare l’istituto dove per tutta la settimana i docenti continueranno a proporre loro attività che li aiutino a sentirsi a casa, a sperimentare una nuova entusiasmante appartenenza.
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